Dedicato a Dante e Beatrice
Dedicato a Dante e Beatrice
Paolo GrazianiItaliana
mm 270x180
Morsura diretta su ferro
Incisione
Fondazione Pasquale Celommi
Prima e Seconda Biennale Internazionale di Incisione e Scultura
Graziani non si lascia influenzare dal paesaggio urbano fiorentino; colloca Dante e Beatrice in uno scenario diverso, puntando a evidenziare le qualità umane e spirituali dei suoi personaggi.
Dante è individuabile per la Commedia che ha tra le mani, Beatrice dal giglio e da altri caratteri squisitamente femminili.
Una luce inonda l’ambiente, rendendolo ‘divino’, come ‘divina’ fu l’appellativo attribuito alla Commedia da Boccaccio. Non si badi alla “selva oscura” che sta dietro ai personaggi (almeno tale sembra), appena rischiarata da una luce proveniente da altrove.
L’incontro tra Dante e Beatrice non avvenne nell’Inferno (piuttosto in cima al monte del Purgatorio ove si trova il Paradiso terrestre), ma, di certo, fu proprio lei a recarsi da Virgilio nel Limbo per sollecitare a salvare il suo “amico” (Inf. II, 61). Pertanto, si consideri la licenza poetica-artistica di Graziani se quegli alberi rappresentano la selva di Inf. I, 1. Infatti, ciò che importa è l’attenzione dell’artista alla “Tanto gentile e tanto onesta pare” nonché la mirabile nicchia ‘sacra’ dalla quale prorompe sul fruitore dell’opera la fonte illuminante della luce divina. (Emidio Di Carlo, Critico d’Arte)
