In The Lap Of The Fate
In The Lap Of The Fate
Mehrdad KhataeiIraniana
mm 255x185
Intaglio-tecnica mista (acquaforte, incisione, puntasecca e acquatinta) su piastra di rame
Incisione
Fondazione Pasquale Celommi
Prima e Seconda Biennale Internazionale di Incisione e Scultura
L’opera sembra rifarsi alle “muse inquietanti” uscite dall’atelier di De Chirico o la memoria metafisica della figurazione rintracciabile nell’antica monumentalità persiana. All’artista, infatti, non sfugge che nella sua splendida Iran la composizione etnica, - fermo restando che la maggioranza resta composta da Persiani – abbia mescolato i vari popoli che, a più riprese, hanno invaso e si sono trapiantati nel Paese nel corso dei secoli.
L’attore, di cui sopra è, nella fattispecie, anche un saggio; l’uditore è colui al quale sono trasmessi la denuncia e l’auspicio in vista di una vita migliore.
Il saggio, che ha letto qualcosa e che ha in mano il destino di tutti, come sembra dire Mehrdad Khataei, ricorda molto il viaggiatore Dante Alighieri, che con il mantovano poeta, fonte e fiume di eloquenza, de li altri poeti onore e lume percorre i due regni dell’Inferno e del Purgatorio, per poi lasciare il posto a Beatrice e a San Bernardo.
“Nel grembo del destino” presenta una “maniera nera” che narra il triste destino dell’uomo: la “fortuna” ereditata e la “condanna” della vita.
L’intaglio e l’acquaforte, impressi sulla lastra di rame, traducono una sorta di copione teatrale, oggetto di rivelazioni umane e spirituali; queste ultime sono rese mediante luci che squarciano l’oscurità del cosmo, facendo trasudare la speranza in una società sana e, in definitiva, in un mondo migliore. (Emidio Di Carlo, Critico d’Arte)
