Nel Campo di Mais
Nel Campo di Mais
Maria Antonietta OnidaItaliana
mm 490x500
Acquaforte su zinco
Pittura
Fondazione Pasquale Celommi
Prima e Seconda Biennale Internazionale di Incisione e Scultura
La creatività evidente nel lavoro del paesaggio e la costanza della pianta prescelta sono una vera e propria sfida al persistere della stagione invernale. La vitalità descrittiva non spegne la natura, sia pure collegata alla sola pianta; intende, infatti, liberarla oltre l’atmosfera celeste, laddove, appunto, si ha l’assenza delle cosiddette stagioni terrestri.
Il piano in basso è quello della concretezza formale.
L’incisione del disegno sullo zinco (in piena esecuzione gestuale) deve essere stata profonda. Scontate sono, allora, la ricchezza grafica e, soprattutto, la marcata traduzione tonale.
L’aspetto sottende una realistica vena naturalistica. La rappresentazione è impulsiva e intricata, ma, pur sempre collegata a una coscienza creativa volta a svincolarsi, attraverso l’accadimento operativo, dell’/dall’aggrovigliata storia arborea.
Di conseguenza, la natura, non è da intendersi nella sola accezione figurativa, ma come la manifestazione dell’interiore spiritualità che muove l’artista.
Nel piano successivo (si allude a quello centrale) la natura si riveste con un manto nevoso, lasciando, però, trasparire anche la sottostante tangibilità formale.
Maria Antonietta Onida completa la sua visione paesaggistica con la rappresentazione del ghiacciaio.
La scenografia è improntata alla massima luminosità; è ricca di sfaccettature descrittive; suggerisce dei nuovi diamanti proiettati nella libertà dello spazio atmosferico. (Emidio Di Carlo, Critico d’Arte)
