Paradiso Canto XXX (61-63)
Paradiso Canto XXX (61-63)
Renato CocciaItaliana
cm 30x21
Acquerello
Pittura
Fondazione Pasquale Celommi
Illustratori della Divina Commedia
La fantasmagoria quasi abbagliante di questa illustrazione dà all’acquerello una tonalità talmente ricca di colori e di figure da rendere quasi indistinguibili le forme, solitamente in evidenza, che rappresentano Dante e Beatrice.
La scena illustrata non è letteralmente coincidente con i versi riportati, ma anticipa una fase successiva del racconto poetico; noi non vediamo “il lume in forma di rivera, intra due rive”, ma la circolarità perfetta formata da schiere di beati, a loro volta circondati da angeli gaudenti. A partire dal centro, di quella che poi sarà chiamata rosa, spicca il candore divino, in forma di colomba-Spirito Santo, che, in un crescendo di intensità cromatica, diventa luce d’oro che avvolge le anime paradisiache. Le innumerevoli figure angeliche che volano nello spazio circostante, nell’avvicinarsi a quelle del Poeta e di Beatrice, ne eguagliano quasi la dimensione. Anche in questo caso, la cornice scelta dall’autore per gli acquerelli è pienamente funzionale e in armonia con la scena illustrata, espressione della perfezione della circolarità paradisiaca, soprattutto dopo essere pervenuti all’Empireo. Così, oltre alla splendida evidenza della rosa dei beati, anche tutte le altre figure dell’acquerello rispondono ad un disegno concentrico. (Luigi Ianni, Dantista)
