Pastore abruzzese
Pastore abruzzese
Raffaello CelommiItaliana
cm 78x55
Olio su tela
Pittura
Collezione privata
Pasquale e Raffaello Celommi
Al centro della composizione si erge la figura dell’anziano pastore, con il volto solcato da profonde rughe e un accenno di barba bianca. Il duro lavoro, che è il tema predominante di quest’opera come spesso accade nell’arte di Pasquale e Raffaello Celommi, esalta la dignità della persona che, pur svolgendo una professione umile, è fiera del ruolo che ricopre. Egli, infatti, è parte di “gente grande, sapiente nell’operare e nel vivere, nell’amare, nel gioire, nel soffrire, una gente sovrana nella sua dignità, nella sua difficile, ma libera povertà” (Celommi Fulvia, “L’arte di Pasquale Celommi”, Atti del V Convegno L’Abruzzo e il Teramano nella seconda metà dell’‘800, 29 giugno 1980, pp. 207-212).
Di fianco all’uomo c’è un cane pastore dal pelo bianco il cui muso è rivolto verso lo spettatore. Queste due figure in primo piano sono immerse in una distesa d’erba e tra i ciuffi verdi sono raffigurati fiori dai boccioli bianchi. In secondo piano, alcune pecore brucano, rimanendo vicine al loro pastore e al cane che ha il compito di sorvegliare il gregge. Il paesaggio collinare e il cielo sono avvolti da una leggera foschia di colore bianco opaco. (Serena Tonelli)
