Prelude - Foto 1
Sullo sfondo chiaro campeggia un enorme mantello scuro, che avvolge il corpo di una giovane donna, appena accennata nei tratti del viso reclinato in avanti a guardare forse un bambino, suo figlio.
Nazionalità:
Polacca
Misure:
mm 1000x1370
Tecnica:
Intaglio e acquatinta su zinco
Tipologia:
Incisione
Collocazione attuale:
Fondazione Pasquale Celommi
Sezione nel museo virtuale:
Terza Biennale Internazionale di Incisione e Scultura

Nell’opera risulta evidente e piacevole alla vista l’uso dei due estremi della scala cromatica, il bianco e il nero, quest’ultimo utilizzato nel mantello abbondante, ampio, pesante, ruvido, reso tale grazie all’uso del carborundum sulla lastra al momento dell’esecuzione dell’opera. 

L’artista polacca, più che concentrarsi sulle parole di Dante che si “libra con il corpo fisico nei cieli”, sottolinea la iniquies anima di Beatrice che non riesce a riposare sino a quando non si interfaccia con colui che in Inferno II, 61 ha definito “l’amico mio, e non de la ventura” e che proprio in Paradiso I, 100-142 diventa più un maestro, spiegando l’ordine dell’universo. Ella è diversa dalla donna amata stilnovistica della Vita Nova ed è una guida a tutti gli effetti, ben diversa dal paterno ma a volte insicuro Virgilio. (Emidio Di Carlo, Critico d’Arte)