Purgatorio Canto XXVIII (22-27)

Purgatorio Canto XXVIII (22-27) - Foto 1
Al centro dell’acquerello vi è un fiume, sulla cui sponda compare Dante. Al di là della fonte d’acqua è visibile Matelda, figura sospesa tra i due mondi. L’Eden è rappresentato in un’eterna primavera.
Nazionalità:
Italiana
Misure:
cm 30x21
Tecnica:
Acquerello
Tipologia:
Pittura
Collocazione attuale:
Fondazione Pasquale Celommi
Sezione nel museo virtuale:
Illustratori della Divina Commedia

L’artista rappresenta l’Eden in un’eterna primavera, ossia un luogo ameno e splendido. La “divina foresta spessa e viva” che si apre davanti a Dante, ci introduce in un paesaggio nuovo pieno di vitalità e di bellezze naturali. Nella cultura medievale questi aspetti idillici di natura hanno un significato simbolico: quello di un mondo perfetto ancora vergine dello sfregio del peccato. Il Paradiso Terrestre è, quindi, la terra dell’innocenza umana. 

Su una sponda del fiumicello, che è al centro dell’acquerello, c’è Dante. Al di là della fonte d’acqua compare una donna bellissima nell’atto di raccogliere fiori; ella danza, è piena di grazia e di fascino. Si tratta di Matelda, figura sospesa tra due mondi, che immerge le anime nel fiume Letè (il fiume dell’oblio). Infatti, alcune anime sono visibili in fondo all’acquerello.

Coccia riesce a rendere anche la brezza che spira nel Paradiso terrestre grazie al colore. (Stefania Di Carlo)