Silent - Foto 1
I suoi origami si presentano illuminati da luce propria, alla maniera di Caravaggio. La carta è stata piegata andando a creare tre presumibili astronavi che si distinguono dal buio imperante.
Nazionalità:
Taiwanese
Misure:
mm 200x200
Tecnica:
Maniera nera
Tipologia:
Incisione
Collocazione attuale:
Fondazione Pasquale Celommi
Sezione nel museo virtuale:
Terza Biennale Internazionale di Incisione e Scultura

L’opera, in cui protagonisti indiscussi sono gli origami, si presenta molto scura e le stesse forme che l’artista ha voluto porre in risalto forse sono tre vascelli che navigano nel cosmo verso una meta lontana, forse sono la trasposizione creativa di Dante e Beatrice che si stanno dirigendo verso l’Empireo (in alto si intravede una luce soffusa) e forse l’astronave più piccola rappresenta Virgili che ha lasciato il suo “figlio d’arte”. 

Volendo ricondurre Silent a un’analisi propriamente artistica, i riferimenti obbligatori sono al Cubismo (1907-1914). La progettazione di Tania Chou trova ragione d’essere nella conoscenza di quanto Paul Cézanne, Pablo Picasso, George Braque, Fernand Léger hanno manifestato producendo una vera e propria rivoluzione semantica nell’arte moderna. Si tratta di un’opera significativa perché crea un unicum con tre strutture, anche se di diversa dimensione. 

Tania Chou fa suo il motto della psicologia della Gestalt, ideata da Max Wertheimer: “Il tutto è superiore alla somma delle singole parti”. I suoi tre origami sono percepibili come un insieme allusivo di una realtà altra, di un altrove che ha forse il carattere del Divino. (Emidio Di Carlo, Critico d’Arte)