Talitha Kum - Foto 1
L’artista realizza una pietra tombale con un corpo esanime. Tre sovrastanti piani geometrici paralleli su uno dei quali il corpo esanime va scomparendo fino all’astrazione.
Nazionalità:
Italiana
Misure:
mm 720x520
Tecnica:
Acquaforte e acquatinta su zinco
Tipologia:
Incisione
Collocazione attuale:
Fondazione Pasquale Celommi
Sezione nel museo virtuale:
Terza Biennale Internazionale di Incisione e Scultura

Rifacendosi a “Talitha Kum. Fanciulla io ti dico, alzati” che si trova nel Vangelo di Marco 5, 41 e è frase rivolta alla figlia di Giaro, Simone Fochesato ha pensato a Gesù Cristo come al terapeuta del corpo e dello spirito.

L’acquaforte-acquatinta svela una persistente rigorosa linearità grafica e definisce, gradualmente fino a smorzarli, i toni delle ipotetiche pietre tombali. L’opera nasce dal testo sacro cristiano e parrebbe non avere nulla a che fare con il v. 70 del Paradiso, invece non è così. Il “transumanare”, che è proprio di Gesù nel compiere miracoli, e l’ascesa di Dante attraverso i corpi leggeri dell’aria e del fuoco con il suo corpo fisico sono indicativi di un’inadeguatezza del linguaggio, anche artistico, che, appunto, riesce al massimo a darne una labile descrizione. Infatti, il Paradiso dantesco è il poema del desiderio di ciò che è perfetto e consapevolezza del limite umano. (Emidio Di Carlo, Critico d’Arte)