Zeus, Poseidone e Plutone
Zeus, Poseidone e Plutone
Renato Cocciamm 162x126
Incisione a puntasecca
Incisione
Fondazione Pasquale Celommi
Mitologia
“Nell’anno decimo di quella guerra Tellure profetizzò la vittoria a Giove, se tolti avesse compagni alla impresa quelli, che trovavansi subissati nel Tartaro. Allora egli ne li liberò, uccidendo Campe, che li custodiva; e i Ciclopi gli somministrarono il tuono, i lampi e il fulmine: diedero un elmo a Plutone ed un tridente a Nettuno, colle quali armi sottomisero i Titani e incatenati li chiusero nel Tartaro, dati a custodire ai Centimani. Ciò seguito si divisero a sorte l’imperio dell’universo. A Giove toccò il regno del Cielo, a Nettuno quello del mare e a Plutone quello de’ luoghi inferni” (Biblioteca, libro I, capo II).
In quest’opera, l’artista raffigura i tre fratelli figli di Crono e Rea che, dopo aver sconfitto i Titani, si divisero il dominio del mondo. Zeus regnava sul cielo, Poseidone sui mari e Plutone (o Ade) sugli Inferi.
L’incisione è divisa in tre sezioni: in alto Zeus scaglia saette e fulmini; al centro Poseidone impugna il tridente e ai suoi piedi vi sono due delfini festeggianti; in basso, Plutone è nelle viscere della Terra, seduto su un ripiano di roccia con l’elmo sul capo e un bidente nella mano sinistra. Le divinità sono rappresentate insieme ai loro elementi simbolici ovvero le armi che i Ciclopi avevano forgiato e donato loro consentendo, dunque, la vittoria sui Titani.
